ECG & Apple Watch

ECG & Apple Watch

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Inauguro il primo articolo di questo nuovo ciclo  prendendo spunto dalla presentazione della nuova serie, la quarta, dello Smartwatch della casa di Cupertino.
Gli smartwatch, in generale, sono stati dei device con ben poco appeal tra i consumers, vuoi per i prezzi molte volte proibitivi, vuoi per la poca attitudine digitale alle nostre latitudini.

Oggi Apple vara un nuovo corso del suo indossabile, ridefinendo il concetto di werable come uno strumento che aiuta nella vita quotidiana a restare sani, calcolando calorie bruciate, ingerite, ore di sonno etc.
In aggiunta a questo abbiamo visto nei primi articoli usciti dopo il Keynote che l’Apple Watch ” farà l’ECG”.

Un indossabile monosensoriale riuscirà a darci un tracciato quanto meno a 3 derivazioni?
Leggendo meglio specifiche e descrizione dal sito Apple (Italia) si capisce che non si parla di elettrocardiogramma, ma di avvisi per bradicardie e/o tachicardie. (ndr: nel sito USA di Apple si parla invece di ECG, anche se in maniera molto astratta, senza dare specifiche e rimandando tutto al prossimo anno con l’uscita dell’App dedicata).
Il tutto abbinato ad un sistema di accesso diretto alle chiamate agli enti di soccorso da parte dell’utente.

Il quesito che mi genera questa specifica è: serve davvero?
Chiaramente può essere un plus per pazienti, ad esempio, affetti da FA (fibrillazione atriale) che vogliano avere sotto controllo l’andamento della loro terapia, ma quale medico/infermiere prenderebbe come  valide delle misurazioni fatte in non  si sa quale condizioni e come?

La questione poi è anche votata alla percezione verso il dato (battito cardiaco) e al professionista chiamato alla valutazione: su Youtube vedevo una recensione fatta su un canale mediamente seguito, lo youtuber si lanciava prima in interpretazioni sull’ECG per concludere dicendo che in USA aveva senso la cosa, essendoci medici tecnologicamente avanti rispetto a noi, dove il senso del werable decadeva, in quanto nessun medico è attrezzato per ricevere i dati.
Per quanto possa concordare sul passaggio della poca tecnologizzazione della nostra classe sanitaria, mi trovo in disaccordo sul fatto di asserire che siamo professionalmente inferiori perchè non usiamo dati generati da indossabili.

Questo mi riporta al titolo: sono opportunità gli smartwatch?
Come tutti i device tecnologici se usati bene sì, ma con la consapevolezza che i dati reperibili da un monosensore sono limitati e hanno ben poco valore sia diagnostico che di controllo e sopratutto allo stato dell’arte non possono essere surrogati di Holter pressori o elettrocardiografici.

 

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